La musica degli Hidrìa per quanti sforzi si possano fare a contestualizzarla in un determinato genere musicale, è veramente difficile. Sono stati definiti una band folk, rock, addirittura blues quando presentarono il brano “Vecchia Brasileira” al contest di aria 24 a Pistoia, ma quale è la vera identità sonora della band? Sicuramente la loro musica è intrisa da molteplici generi musicali, dati anche dalle diverse contaminazioni da cui provengono i quattro musicisti, tutti da mondi musicali diversi e qualcuno da studi tecnici della musica diversi dall'altro. La sezione ritmica, curata e arrangiata da Bartolo Costanzo, sicuramente ha quelle atmosfere latin jazz e a tratti dure di un tipico “prog” che tende a svariati cambi di tempi e all'uso di molteplici piatti, come pista di volo, per le atmosfere del loro sound. Ma anche l'utilizzo delle percussioni in brani più etnici, come “Un addio” o “Attimi”, ha un ruolo fondamentale nel mondo sonoro che gli Hidrìa vogliono proporci. Abbastanza rilevante è la presenza scenica di cui Bartolo Costanzo gode, spesso è lui stesso il trascinatore dei continui sorrisi tra i quattro musici sul palco, indimenticabile l'esibizione al Mikalsa, in cui catturato da una non indifferente euforia pseudo folle, si alzò dal seggiolino e direttosi sul fronte palco, invitò con le bacchette il pubblico a seguire con le mani un ritmo che avrebbe introdotto “Gira”, per poi in seguito darsi ad una serie di improvvisazioni che diedero luogo ad uno scambio di energie ed euforia tra il resto della band. Il ritmo quindi, dato dalle bacchette spesso lacerate di Bartolo è il terreno sul quale la loro musica si fonde e getta i pilastri per la creazione di un sound spesso strambo e strampalato ma originale e che riesce ad emozionare.
Altro punto fondamentale che crea il tipico sound degli Hidrìa sono le tastiere e la fisarmonica di Giada Lo Vecchio. E' colei che dà quel tocco di femminilità e sensualità alla loro musica, Giada proviene e al momento studia pianoforte al conservatorio di Palermo Vincenzo Bellini, regala al sound della band una particolare dolcezza e semplicità, che spesso entra in perfetto equilibrio e contraddizione con la voce rauca del cantante. Il suo stile è tipicamente blues, genere che entra in relazione di scambio con la chitarra di Eugenio e le scale bassistiche di Daniele. Giada è l'allegria della band durante le loro esibizioni, amante dei tacchi rossi sul palco e dei molteplici sorrisi che scambia con il pubblico, regala alla band un universo musicale e femminile che ne caratterizza spesso l'intero sound degli Hidrìa. L'uso frequente di un organo dal timbro tremolante, che viaggia su una dimensione spesso ipnotica e assoli giocati sui semitoni e scale tipicamente arabe, ne crea l'aspetto anche Folk della band e tendono ad esprimere quel mondo sonoro, attraverso i suoni e le atmosfere orientali. Basti pensare a brani come “Decideranno di te” o “Haìsala” o ancora per citarne qualcuno “Lungo la pioggia”, per ritrovare quel mondo più stradale tipico dei gitani o dei marinai arabi in cerca di un porto su cui approdare.
Il tutto fino a qui si mescola tra due ingredienti: il tipico rock-prog di Bartolo e il folk e il blues di Giada sposandosi con le influenze bossa e gitane della chitarra di Eugenio e il pop di Daniele.
Il cantante, chitarrista e autore dei testi, come dicevamo nel post precedente a questo, non proviene da nessuno studio, a parte la vocazione intimistica della scrittura, del canto e della chitarra. Una profonda passione per la strada e la Bohème, lo lega al mondo dei Mariachi messicani e ai musici gitani e selvaggi dei Balcani. La sua voce rauca e bruciata dalle troppe sigarette, esprime rabbia e spesso un disagio, di cui gli uomini dispersi, di cui parla in molte canzoni, spesso vivono in questo mondo troppo affollato ma anche troppo solitario...
Per terminare questa sorta di analisi della musica degli Hidrìa, non possiamo non parlare del bassista Daniele Prestigiacomo, ultimo acquisto della band, le sue influenze sono state svariate dalla musica classica settecentesca, alla musica leggera italiana, il tutto è legato alla attività di pianista del padre (Giulio Prestigiacomo, pianista di una famosa band tra il 1968/69) e alle sperimentazioni sonore del fratello Francesco (batterista della nota band palermitana OM). Nell'adolescenza fu influenzato moltissimo dalle sperimentazioni sonore dei rebekah spleen di cui faceva parte come tecnico luci e audio. Da tutte queste influenze musicali di cui gli Hidrìa sono figli nasce quello che loro amano definire Folk-Naif.
Bene a questo punto credo che al momento sia tutto, non vi resta che tenervi aggiornati sul loro space riguardo le loro date, andando su www.myspace.com/hidria non mi resta che augurarvi buona musica !

